martedì 31 gennaio 2012

Animalismi by Insurrecto

Sarà per via del mio parziale punto di osservazione che per lavoro mi porta ad avere una larga cerchia di amicizie feisbucchiane cinofile e, spesso, animaliste, che trovo interessante spendere qualche parola sull'animalismo. Ovviamente avere un 80% di animalisti sulla mia bacheca mi porta a leggere quotidianamente decine di cartelli e pagine orientate al più radicale animalismo ideologico e militante. Ovviamente faccio molto uso dell'opzione "nascondi le notizie" della tal persona e della tal'altra, però sempre qualcosa ci scappa e poi non posso cancellare il mondo, altrimenti rimarrei da solo con una manciata di amici che potrei facilmente convocare in pizzeria invece che su Facebook. Da un'analisi un po' di superficie si può dire che essere animalista ti pone, senza ogni ombra di dubbio, in una posizione socialmente riconosciuta come buona. Chi è animalista è buono. Di conseguenza, come spesso succede, se uno si ritaglia per sé la posizione del buono, c'è sempre un cattivo dietro l'angolo da combattere. Creare situazioni così schematiche pare faccia risparmiare un sacco di fatica a tutti quanti. L'America ci ha insegnato che un modello buono/cattivo funziona a meraviglia e fa produrre una marea di film. Quindi animalisti=buoni e chi non si schiera sembra essere inserito nel famoso detto: "Chi si estranea dalla lotta è un gran figlio di una mignotta". Andiamo oltre. Spesso l'animalismo feisbucchiano propone il modello: animale=buono, uomo=pezzo di merda. In questo contesto ideologico l'animale (il cane in particolare) è capace di amore incondizionato, persistente, immutabile e sincero, mentre l'uomo è capace di tutto l'opposto: amore condizionato ed interessato, mutevole, finto, ecc. Ecco, io sono sempre rimasto spaventato da queste divisioni del creato. Spesso queste divisioni coincidono con altrettanti -ismi e gli -ismi hanno come elemento fondante tutto tranne l'amore, tutto tranne un "venire in pace verso il mondo". Spesso gli -ismi sono frutto di un problema psicologico, altre volte di un problema relazionale, altre volte ancora di tutti e due insieme. Più in generale, se la vedo in termini energetici, ogni -ismo è un accumulo, un intasamento energetico. In psicologia potrebbe essere tradotto con "investimento libidico" e spesso questi investimenti caricano in modo spropositato di energia un elemento di per sé neutro e, di fatto, lo ingigantiscono. Tanti feticismi o perversioni hanno origine da una cattiva distribuzione di queste energie. Per inciso, molta della ricerca considera che tanti tumori possano aver origine da questa cattiva ripartizione dell'energia, accumuli, intasamenti, occlusioni. Molta della medicina millenario orientale individua la base della buona salute nel libero scorrimento dell'energia lungo i canali energetici del nostro corpo. Quindi, tornando a noi, l'animalista, in moltissimi casi, non viene in pace. Ha trovato una causa socialmente accettata e considerata nobile attraverso la quale combattere i propri fantasmi e la cavalca alla grandissima. Ma quali sono i fantasmi? "E che ne so?", dico io. Nel senso che ognuno ha i suoi, ma vedo spesso (ovviamente senza generalizzare perché esistono varietà ben distinte anche tra gli animalisti) come elemento base di un acceso animalismo una forte difficoltà o forti delusioni in ambito di relazioni umane. Non sempre, mai in forma uguale, ma l'animalista combatte l'umano. L'animalista è stato deluso in qualche modo, in qualche luogo vicino o lontano della sua vita. Ecco, io non credo che possa esistere un amore credibile che non sia un amore rivolto a ciò che è vivo. A tutto ciò che è vivo. A partire dall'umano. Da tutto l'umano. Dalla persona meravigliosa che ci sta accanto fino all'ultimo pezzo di merda che popola il nostro mondo. Grande cosa l'amore, molto meglio dell'odio, ma l'amore che ha significato (e per fortuna non lo dico io ma è lezione ininterrotta dal Buddha Gautama a scendere) è un amore fatto di accettazione totale e non del suo opposto. E l'accettazione radicale non è facile, mi sembra ovvio. Ma è su quel principio che si gioca la partita tra l'amore condizionato e quello incondizionato. E' ovvio che un cane che pende sempre dalle nostre labbra, che ci "sorride" in qualsiasi circostanza, che ci considera il suo sole e che non ci lascia neanche morto è una gran cosa. Una cosa facilmente amabile ed idealizzabile. Ma a me sembra quasi che rifugiarsi in questo tipo di "relazione" sia una fuga da quelle dalle quali possiamo avere risposte diverse: un uomo (o una donna) può non pendere dalle nostre labbra, può ritenerci poco interessanti, poco belli, poco intelligenti, può essersi annoiato/a di noi, può ritenere un'altra/o migliore di noi. Qui non basta garantire una ciotola di crocchette ed una passeggiata al parco per tenere in piedi una relazione e sentirci amati. Ecco, io penso sempre che gli animali siano una cosa simpatica e divertente, ma che proprio per mantenerli nella loro specificità e non riempirli di emozioni e virtù che non hanno, e quindi rispettarli, gli uomini dovrebbero risolvere le proprie questioni, le proprie delusioni e le proprie difficoltà nell'ambito dove esse sono nate: quello umano. Che poi sia cosa giusta e corretta quella di schierarsi e difendere le categorie più deboli degli esseri viventi, credo non sia neanche da ribadire. E tra queste categorie è utile ricordare che ci sono ancora, e forse prima, le donne, gli omosessuali, gli esseri umani emarginati per colore della pelle o per motivi religiosi, l'ambiente e la natura violentata tra cui anche il mondo animale. E che poi l'uomo debba rivedere totalmente il proprio rapporto con l'ambiente è un'emergenza sotto gli occhi di tutti. Magari lo deve rivedere proprio nell'ottica di un cambio di prospettiva che vada nella direzione dell'amore vero e non in quella della gestione e della manipolazione. E un primo passo per risolvere le questioni credo sia abbandonare l'odio (parente stretto della paura) e frequentare sempre più e sempre meglio la sfera dell'accettazione ubri et orbi. Sono convinto che un lavoro sincero a questi livelli possa poco a poco stemperare i più accesi animalismi (come i più datati antropocentrismi), che forse non avrebbero neanche più motivi validi per chiamarsi così, ma convergerebbero tutti in un più sensato amore verso ciò che è vivo, sia esso un uomo, un animale o una pianta.

4 commenti:

  1. Gli animalisti li nascondo anch'io, compresi membri della mia famiglia non nucleare (posto che mio fratello lo stimo e ste cose lui in bacheca non ce le mette).
    Sono d'accordo con la teoria della sostituzione, basti pensare allo stereotipo dell'ultratrentenne single che vive col gatto (che diciamoci la verità, se i luoghi comuni esistono ci sarà pure un motivo, quantomeno statistico).
    Se poi si sposta il focus su certi video di agnellini che suonano l'ukulele e porcellini che mangiano l'uva devo dire la verità ogni volta che ne vedo uno mi viene fame.

    RispondiElimina
  2. Sì, in effetti pensandoci bene anche io tendo a surrogare il mio desiderio di maternità sul mio cane, probabilmente perchè, l'idea di diventare madre mi spaventa così tanto che mi sembra più facile spupazzarmi i cuccioli del mio cane piuttosto. Mary, secondo te ho bisogno di uno psicologo????

    RispondiElimina
    Risposte
    1. io dico che è molto più strano il desiderio di un mostriciattolo glabro e appiccicoso che ti chiede il minuscolo favore di sparire come individuo dalla faccia della terra.
      avere paura è bene!
      (e poi il tuo cane è bello bello)

      Elimina
  3. Io la deriva surrogatoria è quella che vedo meglio fra tutte... In fondo non vedo nulla di male nel fatto che uno/a non se la sente di avere un figlio (non può, nun c'ha una lira, ecc.) e se fa un cane. Niente da dire a chi un figlio lo ha perso e se fa un cane. Io trovo molto triste il cane come rifugio dal mondo cattivo che sta fuori, da quei cattivoni degli uomini che non te capiscono, ecc. Quasi sempre poi questa relazione col cane prende sempre una piega di aggressività mascherata da gestione e da amorevolezza... tanto in finale il cane non se ne po' annà!

    RispondiElimina